Da Bari con furore
“Io ero quello del super santos, lo portavo sempre io e decidevo le squadre. Giocavamo in strada, fra poche auto, visto che il mio era l’ultimo palazzo in quella zona di Bari, di fronte c’era solo campagna.” Ora è il Parco 2 giugno.
“A pallone ho giocato dai 5 ai 14 anni. È una delle cose che ricordo con maggiore nostalgia: ci sentivamo liberi anche se eravamo sempre sorvegliati da genitori e vicini di casa”.
“Papà da piccolo mi regalò uno scudetto della Juve. Ma a Bari erano tutti tifosi della Bari, anche se non ci dava gioie. Quest’anno, all’andata, ha fatto sognare, mi ha divertito, da cuore in gola, cosa che non provavo da anni.”


